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La prima volta che abbiamo visto il nastro kinesiologico fu alle olimpiadi di Seoul, da quel momento in poi si è diffuso in tutto il mondo a partire dal settore sportivo. Il suo utilizzo è ritenuto molto valido nella riabilitazione. Gli sport che ne fanno largo uso sono l’atletica leggera in tutte le discipline, nel ciclismo e nel tennis.

Ancora oggi il metodo kinesiologico è considerato un’innovazione e si basa sul principio che il muscolo, oltre alla capacità di movimento, è fondamentale per la circolazione sanguigna, per quella linfatica e per la corretta temperatura del corpo umano. Se il muscolo non è messo nelle condizioni ottimali per operare è causa di disturbi e possibili infortuni.

Questo metodo si basa su una cura continuativa e ininterrotta per molte ore, lo si può tenere anche per 3 giorni durante i quali svolge la sua funzione riabilitativa. I metodi per applicare il nastro kinesiologico si basano essenzialmente su due tipi di tecniche, quella giapponese e quella coreana, a cui comunque sono state apportate delle modifiche.

Nello sport se ne fa largo utilizzo non solo per la fase riabilitativa, al fine di diminuire i tempi di recupero ma anche durante l’attività sportiva vera e propria.

Il nastro kinesiologico può essere applicato per avere maggiore stabilità del muscolo, è la modalità compressiva della struttura muscolare, oppure per decomprimere il muscolo.

L’utilizzo del nastro kinesiologico per comprimere il muscolo e non solo

Il nastro kinesiologico non viene utilizzato solo per comprimere il muscolo

Per sostenere il muscolo si usa la modalità compressiva, il nastro viene posizionato per aiutare un muscolo affaticato, si riesce quindi a diminuire l’estensione e la fase di contrazione. Evitare i crampi limita le possibilità di lesionare il muscolo.

Oltre a ciò si possono prevenire problemi alle articolazioni tendinee favorendo la corretta postura e per questa via l’allineamento dei tendini. Si applica sia per prevenire che per aiutare i tendini indeboliti o lesionati.

Si può sostenere un insieme che lavora in maniera congiunta come l’articolazione ossea, i muscoli collegati e il legamento nel mentre si fa un’attività sportiva. Si applica il nastro kinesiologico per mantenere un generale equilibrio di una zona che sta subendo dolore. Alla fine dell’attività fisica viene rimosso.

L’utilizzo del nastro kinesiologico per decomprimere il muscolo

Nel caso della decompressione si utilizzano le tecniche di allungamento, di sostegno e drenante, con lo scopo di promuovere il recupero da congestioni, situazioni infiammatorie e di elevata sensibilizzazione al dolore di pelle e muscoli.

Un altro modo per aiutare il recupero è quello di correggere il movimento delle articolazioni causato da disallineamenti provocati a loro volta da muscoli accorciati e spasmi. Oltre a ciò il nastro kinesiologico aiuta a sollecitare il sistema inibitore spinale ed il sistema inibitore discendente per alleviare il dolore.

Si usa decomprimere un muscolo stirato che ha bisogno di recuperare, come anche un tendine o in generale dei legamenti infiammati, vengono mantenuti in posizione per evitare il movimento brusco.

Il massaggiatore sportivo è in grado di applicare correttamente il nastro kinesiologico per ottenere uno dei risultati sopra descritti, oltre a ciò vengono applicati altri metodi coadiuvanti come lo stretching. Il massaggiatore sportivo valuta il movimento causa del problema e cerca di stabilire un equilibrio tra tutte le componenti meccaniche interessate a quel particolare movimento sportivo.

La fase successiva sarà quella di migliorare il recupero attraverso il lavoro dei carichi crescenti. Si effettuano prove di attività necessarie a fare delle valutazioni sullo stato del recupero. Questa particolare attività è molto delicata, se non ci fosse un esperto qualificato sarebbe difficile fare valutazioni corrette e il rientro all’attività sportiva piena porterebbe a ricadute e stato di dolore.

L’equilibrio muscolare, che si ottiene attraverso il corretto lavoro dei muscoli agonisti e antagonisti si concretizza nella corretta postura. Il nastro kinesiologico serve in taluni casi a supportare l’uno o l’altro, in modo che in stato di carenza motoria di alcuni muscoli sia il presidio a compiere quell’attività.

Si utilizzano diversi rimedi per ristabilire il tono muscolare corretto, ma si può incorrere in effetti di breve durata poiché non si agisce sull’elemento muscolare che ha bisogno di sostegno. Il nastro kinesiologico offre questa protezione al muscolo permettendo gradualità, unitamente agli esercizi si fornisce di forza quel dato muscolo che riprende ad esercitare il giusto lavoro di allungamento e elasticità in equilibrio con gli altri muscoli che portano a quella particolare postura.

Il ruolo del professionista è ancora una volta fondamentale per riuscire a gestire l’evoluzione della terapia funzionale. E’ importante non fermarsi al primo bendaggio poiché c’è bisogno di modificare di volta in volta l’approccio.

Ripristinare la funzione linfatica

Quando si subisce un trauma vengono alterate le funzioni linfatiche. Il flusso sanguigno e della linfa è alterato e per questo motivo occorre agire nei primi giorni per cercare di trovare quell’equilibrio linfatico che aiuta ad eliminare le componenti dannose. L’infiammazione nella prima fase, quella più acuta, esercita pressione sui muscoli che reagiscono allo squilibrio. Il nastro kinesiologico, che viene applicato sulla pelle nella zona che ha subito il trauma, funziona da riduttore della pressione sul muscolo, permettendo maggiore spazio interstiziale e per questa via maggior flusso linfatico con funzione drenante dei liquidi.

Il corpo stesso è capace di reagire autonomamente e ciò porta a ridurre i tempi di recupero.

Applicare correttamente il nastro kinesiologico durante l’attività sportiva

Per migliorare il tono muscolare l’applicazione del nastro kinesiologico direttamente sulla pelle, da una mano per migliorare l’attività dei muscoli, che vengono messi nelle condizioni di lavorare meglio e fornire così migliori prestazioni. Oltre a fornire maggiore equilibrio, questo metodo, viene utilizzato per rafforzare un’intera zona muscolare, con l’effetto di migliorare la postura, e stimolare il drenaggio linfatico.

In caso di traumi subiti da uno sportivo, l’applicazione del bendaggio kinesiologico è molto utile per ridurre lo scompenso delle fasce muscolari interessate. La corretta posizione del bendaggio va ricercata dopo attente analisi e prove. Si dovrà chiedere all’atleta di ripetere il gesto sportivo per segnare le varie zone muscolari e tendinee interessate. Il movimento tecnico va bendato attentamente per impedire i movimenti dolorosi.

Occorrono esperti per poter eseguire un bendaggio corretto ed efficace al fine di ridurre al minimo possibile il dolore.