Leggeri affaticamenti dei muscoli degli avambracci sono comuni e si hanno per diversi motivi. Anche un raffreddore intenso ci fa avvertire uno stato di leggero dolore ai muscoli degli arti superiori. Le cose cambiano quando il dolore è persistente e tende a crescere, dapprima non ci si fa caso e si spera passi, poi invece, insiste ed iniziamo a preoccuparcene.

Hai mai sentito parlare del gomito del tennista? Si tratta, in termini più specifici, dell’epicondilite laterale, è una patologia comune e abbastanza diffusa che colpisce l’avambraccio prossimale laterale. In breve si tratta di stress eccessivo e ripetuto degli estensori, flessori, supinatori o pronatori del polso.

Il movimento fatto dal tennista in occasione della battuta, ma anche il lancio che fa il golfista, teso ad impattare la palla con la mazza da golf, attiva i muscoli estensori ed i loro tendini, causando lesioni. Chiaramente non si parla di una circostanza che si verifica ad ogni battuta del tennista o al colpo di mazza del giocatore di golf, ma solo di un’eventualità dovuta al ripetersi del gesto, senza che sia stata messa in atto un’attività di contrasto come il risposo o il massaggio.

Se pensiamo a quanto utilizziamo i nostri avambracci durante il giorno per attività e movimenti semplici come adoperare le posate, una tastiera, scrivere con una semplice penna, cucinare, trasportare borse della spesa o oggetti in generale, pensiamo anche al lavoro, tutte circostanze che non sono strettamente collegate all’attività sportiva intensa.

Si dice che in genere che i dolori agli arti superiori sono frutto di una vita fatta in corsia di sorpasso, per indicare l’intensità che ci mettiamo per svolgere le attività quotidiane. In ogni cosa che facciamo, le braccia sono sempre coinvolte, è quindi naturale che si presentino occasionalmente situazioni in cui i tendini o gli stessi muscoli risultino più o meno affaticati.

Il dolore all’avambraccio, proprio per la centralità del suo utilizzo, viene spesso sopportato e per questo motivo si tende ad aggravarlo.

A discapito del nome che individua una particolare circostanza, in realtà l’epicondilite colpisce chiunque carichi in maniera gravosa i muscoli dell’avambraccio. Oltre allo sportivo, anche le professioni come il pittore, o chi fa le pulizie, ma persino un impiegato che usa per molte ore al giorno la tastiera e il mouse, con una posizione scorretta incorre in questa patologia.

In epoca recente è stato notato che l’uso del mouse, il continuo digitare su una tastiera e la posizione alla scrivania sono considerate delle aggravanti.

E’ difficile fare un’associazione tra l’uso del mouse e la battuta del tennista. L’impatto è talmente diverso che appare impossibile che si creino delle ripercussioni sull’avambraccio tali da arrivare alla patologia. Occorre tener presente che a dispetto del singolo impatto, la ripetizione e la rigidità che causano, e la posizioni innaturale, provocano affaticamento, e dopo un po’ si presenta il dolore tipico del gomito del tennista.

Dal fastidio al dolore vero e proprio

All’inizio quasi non ci si fa caso, si tratta di un fastidio nella zona del gomito. Poi si incrementa e si acutizza ad esempio quando si rotea la maniglia della porta, o semplicemente quando si afferrano piccoli oggetti, e si compie una torsione col braccio.

Nello sport l’epicondilite laterale è associata al tendine sottoposto a tensioni improvvise. Al di fuori di traumi dovuti alla fase intensiva tipica dello sport, si parla di affaticamento muscolare, e non tendineo, determinato da piccoli impatti ma ripetuti spesso.

In ogni caso è bene fare degli approfondimenti per escludere altre cause.

Per non arrivare a situazioni di dolore acuto occorre principalmente prevenire certe situazioni, appena insorgono i primi segnali.

Per alleviare il dolore occorre sicuramente il riposo. Il ghiaccio va utilizzato perché aiuta a decongestionare la zona più soggetta al dolore. La compressione dell’arto e la sua elevazione tolgono parte del fastidio.

Per riposo si intende la rinuncia a tutte le attività che sottopongono l’avambraccio a sforzo, occorre attendere fino al momento in cui il dolore diventa più sopportabile. E’ una buona cosa chiedere quanto dolore si avverte da una scala da 1 a 10, non per avere una vera misura di dolore, ma per capire se e quanto diminuisca nel tempo.

Il Massaggio serve a rilassare e a facilitare il recupero di avambracci doloranti e affaticati. Nonostante si pensi che occorra attendere prima di sottoporsi al massaggio è utile invece massaggiare la parte superiore della spalla e la schiena per trovare giovamento dal dolore.

Il ruolo del massaggiatore sportivo nelle fasi di prevenzione e recupero riabilitativo

In campo agonistico, ma non solo, la pratica del massaggiatore sportivo in fase riabilitativa presenta numerosi vantaggi. L’esperto massaggiatore sportivo conosce, nello specifico, i traumi potenziali legati all’attività sportiva, sia essa intensa o meno, ed agisce di conseguenza con una serie di tecniche di massaggio che aiutano a ripristinare le condizioni ottimali.

Ciascun impegno sportivo necessita di preparazione preventiva allo sforzo, è qui che il massaggio sportivo agisce nel riscaldare e preparare i muscoli che si pensa potrebbero subire stress. I massaggi sportivi vengono fatti a beneficio dell’elasticità e della tonicità del muscolo, il massaggiatore sportivo pratica leve e stiramenti in grado di agire come se fosse un vero e proprio allenamento.

In fase post attività il massaggio sportivo defatica i muscoli e velocizza i tempi di recupero dell’atleta.

La figura del massaggiatore sportivo qualificato sta sempre più crescendo. La causa di tale crescita è da ricercare nella rinnovata voglia degli italiani di curare il proprio corpo anche attraverso il movimento, oltre a ciò, deriva anche dall’incremento degli atleti in ogni disciplina sportiva.

L’Italia, benché si pensi che sia un paese i cui abitanti sono propensi alla sedentarietà, è una potenza mondiale in fatto di sport. Questa passione è interdisciplinare ed inizia da ragazzini. Già a dieci anni, nel nuoto un bambino agonista pratica un’ora e mezza al giorno, quattro volte alla settimana.

In campo sportivo ci sono tecniche molto specifiche quali il frizionamento,  lo sfioramento, le vibrazione, le percussione che agiscono localmente e devono essere esercitate con padronanza, per cui non è ipotizzabile farlo senza una precisa conoscenza professionale.