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MORBO DI ALZHEIMER: COS’È?

L’Alzheimer è una malattia degenerativa che colpisce le cellule cerebrali. Porta ad una condizione di demenza, ovvero un lento e progressivo declino delle funzioni intellettive e della memoria, alterazione della personalità e del comportamento.

Alois Alzheimer descrisse per primo la malattia, alla quale poi diede il nome, nel 1907.

Solitamente colpisce la popolazione anziana, al di sopra dei 65 anni, nella maggior parte dei casi, anche se è stato riscontrato su individui di età compresa fra i 40 e i 50 anni (demenza presenile) ma in percentuale inferiore.

MORBO DI ALZHEIMER: SINTOMI E DECORSO

Il decorso del morbo di Alzheimer è caratterizzato da tre stadi:

  • Al primo stadio avviene una perdita della memoria a breve termine lenta e progressiva. Spesso questo porta la persona a compilare lunghe liste di cose da fare e promemoria, in modo compulsivo.
  • Al secondo stadio la perdita della memoria a breve termine si accentua portando la persona ad avere sempre più difficoltà nel ricordare le cose (successe qualche ora o qualche giorno prima). In questa fase della malattia iniziano a comparire i primi segni di disorientamento: diminuisce la capacità di contare, si riduce la concentrazione, diventa difficile trovare anche la parola giusta per riuscire a completare una frase. Questo diventa un momento particolarmente difficile in quanto il soggetto ha coscienza della malattia e viene spesso assalito dall’ansia. In questo stadio si presentano anche cambi di umore imprevedibili e improvvisi e cambiamenti di personalità.
  • Al terzo stadio compaiono i segni inconfondibili del danno nervoso come afasia (disturbo del linguaggio), aprassia (incapacità di compiere gesti come vestirsi seguendo un ordine logico), agnosia (incapacità di riconoscere oggetti, persone, lettere o suoni). La persona soffre di allucinazioni e incontinenza. Le reazioni alla malattia, da parte del paziente, sono diverse: alcune diventano accondiscendenti e passive, altre invece violente e manesche.

Nella fase finale del Morbo di Alzheimer la persona perde tutti i ricordi, non è più in grado di riconoscere i propri familiari e dimenticano ogni cosa, dal loro nome a come ci si allaccia le scarpe. Questa fase può durare per diversi anni oppure degenerare rapidamente nel coma.

MORBO DI ALZHEIMER: CAUSE

Si conoscono solo in parte le cause del morbo di Alzheimer:

  • Si è riscontrato un difetto genetico, nei pazienti affetti da questa patologia, nel cromosoma 21; la predisposizione genetica ha un ruolo importante nello sviluppo della malattia
  • Aver subito un trauma cranico aumenta di quasi tre volte il rischio di sviluppare la patologia rispetto ad un soggetto sano.
  • Anche l’ipotesi virale (Herpesvirus) e autoimmunitaria sono collegate ad un aumento di incidenza della malattia.
  • Anche l’accumulo di radicali liberi che interagiscono con le cellule cerebrali sembra possa portare allo sviluppo della malattia.
  • Un esame microscopico è in grado di evidenziare una riduzione del volume del cervello, la perdita di cellule nervose, lo sviluppo di grovigli di fibre nervose intorno al centro della memoria.
  • Il tessuto nervoso di una persona affetta dal morbo di Alzheimer contiene una notevole quantità di proteina beta-amiloide. Tempo fa si pensava che il deposito di questa proteina fosse dovuto alla malattia, più recentemente, in seguito a studi effettati, si è ritenuto essere un fattore scatenante la malattia.
  • La perdita di acetilcolina, sostanza chimica in grado di facilitare la trasmissione fra le cellule nervose, favorisce la formazione di depositi che soffocano il tessuto cerebrale.
  • Supposizioni indicano l’esposizione all’alluminio come una delle casue che scatenano la malattia. Dopo aver effettuato esami autopici (su persone colpite dal morbo di Alzheimer) si è riscontrata la presenza di elevate quantità di alluminio nel cervello. Pazienti sottoposti a dialisi a volte sviluppano una sindrome chiamata demenza dialitica, dovuta alla presenza di alte quantità di alluminio nel liquido di dialisi.

MORBO DI ALZHEIMER: ESAMI E DIAGNOSI

La diagnosi del morbo di Alzheimer si basa sull’esame fisico, neurologico e psichico, del paziente, su test neuropsicologici e strumentali (EEG) che può rilevare la presenza di onde cerebrali particolarmente lente, la TAC e la RMN che possono evidenziare una riduzione del volume del cervello.

Solitamente la diagnosi si effettua in seguito all’esclusione di altri disturbi come ipotiroidismo, anemia perniciosa, carenza vitaminica, tumori cerebrali, presenza di ematoma subdurale, malattia di Lyme e ictus silente, in quanto possono dare origini agli stessi sintomi che si riscontrano nel morbo di Alzheimer.

Anche i farmaci, che assumono le persone anziane, possono alterare la funzione mentale.

In alcuni casi, persone che mostrano segni di demenza soffrono in realtà di pseudodemenza, una forma di depressione indotta dall’uso prolungato di farmaci, che può essere curata.

MORBO DI ALZHEIMER: TERAPIE

Terapie convenzionali

Come primo step è bene interrompere l’assunzione di tutti i farmaci non strettamente necessari, soprattutto si raccomanda di evitare quelli che possono avere effetti secondari nocivi sui processi mentali.

  • Fisostigmina e Tacrina: si sono dimostrati efficaci nel trattamento del morbo di Alzheimer. Non sono ancora stati analizzati gli effetti che provoca la Tacrina a lungo termine, per questo effettuare dei controlli settimanali, sulla funzionalità epatica, sono necessari poiché un danno al fegato è un effetto collaterale non raro.
  • Lorazepam e Oxezepam: possono essere somministrati in caso di insonnia o irrequietezza.
  • Desipramina: in presenza di allucinazioni o delirio
  • Carbamazepina, Litio e Propranololo: vengono somministrati nel caso in cui il paziente tende ad essere violento.
  • Estrogeni: alleviano i sintomi del morbo di Alzheimer nelle donne in menopausa

Alimentazione

La persona affetta dal morbo di Alzheimer dovrebbe seguire una dieta sana ed equilibrata, aumentando anche il consumo di frutta e verdura. È utile assumere pasti leggeri e frequenti per mantenere i livelli di glicemia nella norma.

Si raccomanda di eliminare alcolici, la nicotina e l’uso eccessivo della caffeina.

Integratori alimentari

  • Antiossidanti come Betacarotene, Selenio, Corteccia di Pino, semi d’Uva combattono i radicali liberi che partecipano alla formazione del morbo di Alzheimer.
  • Le Vitamine del gruppo B aiutano a migliorare la funzionalità dei neuroni trasmettitori. È stata riscontrata una bassa presenza di vitamina B, soprattutto la B12.
  • La Carnitina favorisce l’assimilazione dei grassi e favorisce la concetrazione.
  • L’L-acetilcarnitina può aumentare la funzione cerebrale su persone affette da Alzheimer.
  • Livelli bassi di fosfatidilserina sono associati ad un’alterata funzione mentale e anche alla depressione.
  • Una carenza di Magnesio, associata ad alte concentrazioni di alluminio nel cervello, può portare a demenza progressiva. 
  • La Colina stimola la produzione di acetilcolina, sostanza che migliora la memoria a breve termine.
  • Il coenzima Q10 aumenta la quantità di ossigeno che arriva al cervello.

Fitoterapia

  • Ginseng: protegge le cellule del cervello, aumenta la prontezza mentale e innalza i livelli di serotonina
  • Ginko Biloba: aumenta l’afflusso di sangue al cervello
  • Corteccia di Pino e Semi d’Uva: contengono antiossidanti e migliorano la funzionalità del fegato
  • Ginseng Siberiano: aumenta la circolazione cerebrale

Fiori di Bach

  • Chestnut Bud: in caso di comportamenti infantili, incorreggibili e di incapacità di capire cause ed effetti
  • Chicory: per attenuare la sensazione di sicurezza e il desiderio spasmodico di attenzione
  • Heather: per contrastare l’egocentrismo e la tendenza a parlare solo dei propri problemi
  • Holly: attenua rabbia e attacchi d’ira
  • White Chestnut; per persone ossessionate dalla malattia e guardano con perenne angoscia il futuro

MORBO DI ALZHEIMER: OLI ESSENZIALI

Gli oli essenziali sono sempre più richiesti al giorno d’oggi. Questo perché apportano numerosi benefici a corpo e mente, ma hanno anche delle controindicazioni! 

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Vediamo ora quali sono gli oli essenziali più indicati:

MORBO DI ALZHEIMER: MASSAGGIO

Il massaggio può essere un valido strumento per migliorare la vita delle persone colpite da Alzheimer.

Apportano infatti numerosi benefici a corpo e psiche:

  • Calmano comportamenti distruttivi
  • Favoriscono il rilassamento generale
  • Migliorano la circolazione (linfatica e sanguigna)
  • Sollevano lo spirito della persona
  • Lavorano positivamente sul sistema nervoso
  • Riducono i livelli di stress e ansia
  • Aumentano il livello di serotonina
  • Diminuiscono l’insonnia

Ma soprattutto apportano coraggio alla persona e fanno sì che non si senta sola.

Bisogna sempre prima valutare bene la persona e capire se procedere con il massaggio. Alcuni soggetti infatti ricollegano il “tocco della mano” ad un ricordo negativo, legato al passato, di dolore emotivo o fisico.

I massaggi più indicati sono sicuramenti quelli più delicati e superficiali come:

 

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