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Ultima modifica: 07/05/2025
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Indice
1. Cosa sono
I muscoli spinali sono un fascio di muscoli, posti sulla parte più mediana, appartenenti agli erettori della colonna vertebrale.
Sono innervati dai rami posteriori dei nervi spinali, tra il legamento medio e il processo spinoso delle prime 2 vertebre lombari e dalle ultime 3 toraciche, terminando sui processi spinosi delle vertebre toraciche dalla 2°alla 9°.
I tre segmenti che compongono questo muscolo, sostengono la schiena e si dividono in:
- Muscolo spinale della testa
Il muscolo spinale della testa origina dai processi spinosi delle ultime vertebre cervicali e dalle prime toraciche e si estende fino alla regione mediale, tra i margini della nuca, sopra e sotto l’osso occipitale.
- Muscolo spinale del collo
Il muscolo spinale del collo origina dai processi spinosi delle prime 2 vertebre cervicali inferiori e dalle prime 2 toraciche, terminando sulla 2°, 3°e 4° cervicale.
- Muscolo spinale del torace
Il muscolo spinale del torace origina dall’estremità in alto dei processi spinosi delle 2 vertebre lombari superiori, terminando nei processi spinosi delle vertebre toraciche, dalla 2°alla 9°.
2. Muscoli Erettori Spinali
La funzione principale dei muscoli erettori spinali è quella di mantenere eretta la colonna vertebrale.
Vengono chiamati muscoli erettori perchè contrastano la gravità permettendo a noi di mantenere una stazione eretta.
Si presentano come un fascio di muscoli lungo tutta la colonna vertebrale che, fusi sinergicamente, lavorano continuamente con altri muscoli del torace per dare forza e sostegno alla nostra colonna vertebrale e per proteggere il midollo spinale.
Si possono considerare principalmente 3 parti:
- Muscolo ileocostale
- Muscolo spinale
- Muscolo lunghissimo
3. Funzione
I muscoli spinali, sono molto vicini alla colonna vertebrale, sono i più piccoli e hanno la funzione di estendere, flettere, inclinare e torcere il tronco.
Si usano ogni volta che pieghiamo il busto su un lato, in avanti o inarchiamo la schiena.
Vengono usati di frequente dal nostro corpo, quasi sempre in movimento perché coinvolti in molte delle attività che si svolgono normalmente:
- Per allacciarsi le scarpe
- Per chinarsi a raccogliere qualcosa
- Per stare semplicemente in posizione eretta
È importante allungare, rinforzare e mantenere elastici tali fasci muscolari perché il loro ruolo li rende un buon punto su cui concentrarsi se si sta cercando di trattare i problemi alla schiena, migliorare la postura o aumentare la forza.
È però possibile che, quando si porta attenzione allo sviluppo della muscolatura adiacente, come quella degli addominali, gli equilibri muscolari subiscano dei cambiamenti provocando delle possibili contratture.
4. Contrattura
Una contrattura ai muscoli spinali, può essere veramente fastidiosa, perché rende difficile anche lo svolgimento di attività semplicissime, come alzare dal tavolo, una bottiglia d’acqua o pettinarsi i capelli.
Molte persone avvertono “semplicemente” una sensazione di tensione diffusa nei muscoli laterali della colonna, spesso questa sensazione tende ad accentuarsi, ogni volta che si mantiene una posizione a lungo, o quando si cammina per molto tempo.
5. Palpazione
Per localizzare i muscoli spinali dobbiamo avvicinarci ai due lati della colonna vertebrale, il fascio mediale del muscolo ha origine dai processi spinosi delle vertebre partendo dalla testa fino al dorso.
6. SISTEMA NERVOSO PERIFERICO: ARCO RIFLESSO
La principale funzione del sistema nervoso periferico é quella di connettere il sistema nervoso centrale agli arti superiori ed inferiori, agli organi e ai tessuti dell’organismo, trasmettere le informazioni, che provengono dall’ambiente esterno e da tutte le parti del corpo, al sistema nervoso centrale e di inviare le risposte ai muscoli scheletrici (tramite il sistema nervoso somatico) e agli organi interni (attraverso il sistema autonomo).
7. Dolore
A volte ci troviamo davanti all’insorgere di un dolore silente, la muscolatura corrispondente ai muscoli spinali appare rigida, il movimento della nostra colonna è alterato e i carichi mal distribuiti, si attiva quindi un processo di progressiva “usura” delle strutture vertebrali.
Le cause possono essere:
Atrofia muscolare
Fa riferimento alla perdita di massa muscolare di solito causata dal poco utilizzo del muscolo considerato.
Quando ciò accade ai muscoli spinali è molto difficile per loro rendere stabile la colonna vertebrale.
La presenza di dolore nella zona lombare è una condizione ampiamente diffusa nella società moderna.
In base alla durata e all’intensità del dolore si possono distinguere varie forme:
- Lombalgia acuta
Comparsa improvvisa di un forte dolore, della durata di alcuni giorni, solitamente da attribuirsi ad una contrattura muscolare causata da un movimento brusco o dall’aver sollevato un peso eccessivo;
- Lombalgia subacuta
Il dolore permane per più tempo rispetto alla forma acuta e può durare svariate settimane
- Lombalgia cronica
Il dolore è più sopportabile della forma acuta, ma rimane la forma più invalidante in quanto rimane per alcuni mesi compromettendo le attività e la vita quotidiana.
8. Sforzo Muscolare
Il dolore ai muscoli spinali può essere associato all’uso eccessivo e continuativo oppure ad una lesione. Inoltre, sia la disidratazione che l’uso costante possono causare spasmi muscolari. Per evitare sforzi muscolari, bisogna assicurarsi di allungare correttamente la parte muscolare, prima di un intenso esercizio fisico dedicando 30 minuti allo stretching e di idratare il corpo prima e dopo l’allenamento.
9. Cattiva Postura
Quando ci si siede o ci si alza in piedi, i muscoli spinali si rilassano. Quando ci si piega in avanti o ci si appoggia di più su un lato o si praticano delle torsioni del tronco, si provoca uno sforzo maggiore dei suddetti muscoli che devono lavorare di più per sostenere la colonna vertebrale.
10. Rimedi, Massaggi ed Esercizi
Per eliminare lo stato infiammatorio e il dolore sono utili:
- Riposo attivo
- Si intende evitare le attività quotidiane che possono incrementare il dolore, non sollevare carichi di nessun tipo praticando comunque movimento.
- Adottare posture corrette sia quando si sta seduti che in occasione di riposo sdraiati a letto.
- Effettuare cataplasmi con argilla verde e Olio essenziale al Wintergreen per eliminare dolore e infiammazione
Tra i rimedi più comuni ed efficaci per alleviare il dolore della parte trattata, provocato da contrattura o da tensione muscolare, troviamo:
- Il Massaggio Decontratturante, con Olio Essenziale alla Lavanda e Olio Essenziale al Rosmarino, per distendere la muscolatura contratta e irrigidita.
- Il Massaggio Trigger Point, che rappresentano, punti critici e dolorosi al tatto, appartenenti a fasce muscolari del nostro corpo che, trattati in modo efficace, apportano notevoli benefici. Con l’aggiunta di Olio essenziale all’Abete Bianco e olio di Arnica, direttamente sul punto, per diminuire il dolore e facilitare il lavoro.
- Il Massaggio Maori®che, attraverso l’uso di appositi strumenti di legno: Patu e piccoli Patu, lavora sulla parte muscolare distendendola e provocando una sensazione inferiore di dolore (grazie all’uso del patu il dolore verrà percepito in maniera diffusa all’area trattata e non solo sul singolo punto).
ESERCIZIO 1
Sdraiarsi a terra supini, portare le ginocchia al petto avvicinandole il più possibile con l’aiuto delle braccia, mantenere la posizione per 30 secondi, respirare per qualche secondo e ripetere altre quattro volte.
ESERCIZIO 2
Dopo aver assunto la posizione supina con le mani poggiate a terra e caviglie appoggiate alla fitball, piegare le gambe portando le ginocchia verso il pavimento, busto e cosce devono formare un angolo di 90°. Riportare le gambe nella posizione di partenza e ripetere il movimento per 20 volte. Puoi ripetere più serie.
ESERCIZIO 3
Sdraiati proni a terra si mettono le mani appena sotto le spalle parallele al tronco. Tra le mani e le spalle la distanza è leggermente superiore, i piedi sono puntati a terra.
Si spinge in alto tutto il corpo facendo perno sulle punte dei piedi fino a distendere completamente i gomiti. Il torace e le gambe sono in linea durante l’esercizio, la schiena rimane ferma e non va piegata.
Le scapole sono addotte e la testa rivolta al pavimento. Un instante in fase di contrazione forzata, poi lentamente si piegano le braccia fino a far scendere tutto il corpo che non si appoggia al pavimento, ma lo sfiora soltanto per poi riprendere a eseguire l’esercizio
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