Pubblicato: 12 Febbraio 2021
Aggiornato: 17 Novembre 2025
Tempo di Lettura: 15 minuti
Indice
1. COS’È?
La disidratazione si caratterizza per la carenza di acqua nell’organismo dovuta ad una perdita eccessiva o ad un’insufficiente assunzione.
Il corpo di un adulto medio è formato per i due terzi del peso da acqua. Questa è coinvolta in tutte le funzioni corporee tra cui il trasporto e i processi di assimilazione delle sostanze nutritive, la rimozione delle tossine, il mantenimento della pressione sanguigna e quello della temperatura corporea.
Un individuo adulto sano, che svolge una scarsa attività fisica dovrebbe bere circa 1.5 – 2 lt di liquidi al giorno.
2. CAUSE
La disidratazione può comparire in seguito a diverse cause.
Le più comuni sono:
- Vomito
- Diarrea
- Sudorazione profusa
Altre cause possono essere:
- Insufficienza renale
- Abuso di diuretici
- Diabete
- Malattia delle ghiandole surrenali
La disidratazione determina spesso un disequilibrio elettrolitico in quanto sodio, potassio e tutti gli altri minerali vengono eliminati insieme all’acqua.
La diagnosi della disidratazione si basa sull’esame clinico: un metodo semplice è quello di sollevare la pelle del dorso della mano, se questa rimane alzata per alcuni secondi prima di ritornare nella posizione iniziale significa che l’organismo è disidratato.
3. SINTOMI
I primi sintomi della disidratazione sono:
- Sete intensa
- Bocca asciutta
- Urina torbida
Una grave perdita di liquidi può dare luogo ad una profonda stanchezza, a letargia e all’aumento della frequenza cardiaca, che a volte può superare i 100 battiti per minuto.
Se questa situazione non viene presa per tempo può provocare disturbi come disorientamento e perdita di coscienza (a volte può progredire fino al coma)
A volte, in presenza di disidratazione cronica o semplice, non si verifica nessun sintomo anche se l’organismo non funziona come dovrebbe.
La disidratazione cronica, più frequente tra gli anziani, può causare disturbi come:
- Stipsi cronica
- Perdita di peso
- Alti livelli di colesterolo
- Diminuzione della soglia del dolore
- Diminuzione della capacità di espellere tossine dall’organismo
4. CURE
Terapia convenzionale
A fronte di una disidratazione di qualsiasi entità si consiglia l’assunzione di soluzioni reidratanti per via orale, unite a grandi quantità di acqua.
Se, in seguito all’assunzione di liquidi per via orale, la condizione non migliora, può essere necessario ricorrere a soluzioni fluide ricche di Sali minerali assunte per via endovenosa.
Si raccomanda di non trascurare la possibilità che la disidratazione sia dovuta all’assunzione di farmaci (diuretici).
Alimentazione
In seguito alla manifestazione di un episodio acuto assumere la maggior quantità di liquidi possibile. Quando la situazione si è stabilizzata si consiglia di continuare l’assunzione di liquidi per alcuni giorni in modo da ristabilire i corretti livelli idrici.
Integratori alimentari
Assumere quotidianamente un integratore multivitaminico e multiminerale aiuta l’organismo a reidratare sia le cellule che i liquidi extracellulari.
Il potassio può aiutare ad assicurare un’adeguata distribuzione dell’acqua nell’organismo e a regolare la funzionalità cardiaca e renale.
Fitoterapia
La liquirizia potenzia la funzionalità delle ghiandole surrenali e facilita il trasporto di acqua nell’organismo.
Il ginseng siberiano aiuta il corpo ad adattarsi allo stress.
5. CONSIGLI UTILI
In caso di disidratazione è utile assumere una soluzione reidratante che fornisca buone quantità di Sali minerali.
In alternativa si possono sperimentare i seguenti preparati:
- Primo bicchiere: mescolare circa 200 cc di succo di arancia o di mela, metà cucchiaio di miele o sciroppo d’acero e un pizzico di sale.
- Secondo bicchiere: mescolare circa 200 cc di acqua e un quarto di cucchiaio di bicarbonato di sodio.
Assumere a piccoli sorsi i due preparati, alternandoli.
Cercare di evitare l’esposizione al sole, riposarsi e continuare ad assumere liquidi fino a quando non ci si sente meglio.
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C.T.S. DIABASI®
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