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Ultima modifica: 07/05/2025
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Indice
1. CENNI DI ANATOMIA
Il tibiale posteriore è il muscolo più profondo della fascia posteriore della gamba.
Posto in profondità rispetto al gastrocnemio e al soleo, tra il flessore delle dita e il flessore lungo dell’alluce.
Il tendine del tibiale posteriore forma un angolo netto nello spazio tra il malleolo mediale, sulla parte posteriore e il calcagno (tunnel tarsale) e sulla parte inferiore del piede, in questo punto si inserisce su otto diverse ossa.
Gli altri muscoli del tunnel tarsale sono il flessore lungo delle dita e il flessore lungo dell’alluce.
Decorre sulla parte mediale e si inserisce sulla parte inferiore del piede, questo fa si che riesca a invertire il piede e a flettere plantarmente la caviglia.
La sua ampia inserzione aiuta anche a mantenere l’architettura meccanica della volta mediale e controlla la pronazione del piede.
L’influenza che svolge sulla volta è di gran lunga maggiore rispetto quella del tibiale anteriore, tant’è che alcuni chinesiologi lo considerano come la metà mediale della “staffa anatomica”.
Durante le attività in carico, come la camminata, la corsa e il salto, quello posteriore rimane più attivo.
Mantenere forza e resistenza adeguate in questo e in altri muscoli con funzione di sostegno della volta è fondamentale al fine di prevenire quella sensazione di “gambe ingessate” derivata dall’infiammazione del tendina della tibia.
Questa si riscontra maggiormente in soggetti con piede piatto o piede interpronato, che pongono un’eccessiva sollecitazione sul muscolo quando si contrae per mantenere l’arco mediale.
2. INSERZIONI
Il tibiale posteriore prende origine sulla superficie laterale e posteriore della tibia, sui due terzi prossimali e mediali della fibula e sulla membrana interossea per poi inserirsi sulla tuberosità scafoidea, sui cuneiformi (1-3), sul cuboide e sulle basi dei metatarsi (2-4)
3. AREA DI IRRADIAZIONE
Il muscolo tibiale posteriore, quando teso o contratto, può irradiare dolore anche in corrispondenza di determinate aree:
- Al tendine d’Achille
- Superficie del polpaccio
- Superficie plantare del calcagno e del piede
In questi casi è bene, quindi, esaminare anche altre parti muscolari come:
- Soleo
- Gastrocnemio
- Muscoli peroneali
4. PALPAZIONE
Il massaggiatore chiederà al proprio cliente di assumere la posizione decubito prono (pancia sotto) portando il ginocchio in flessione
Ponendosi vicino alla gamba del cliente localizzerà il margine mediale della tibia con la punta delle dita e scorrerà posteriormente fino ad agganciare il margine della tibia sulle fibre del tibiale posteriore.
Continuerà la palpazione delle fibre pennate del tibiale posteriore, profondamente, poste nella gamba tra la tibia e la fibula.
A questo punto chiederà al proprio cliente di compiere una delicata flessione plantare e inversione controresistenza al fine di favorirne una precisa localizzazione.
5. MASSAGGIO
Per mantenere la muscolatura in stato ottimale, e non incombere quindi in tensioni o contratture, è necessario seguire una sana alimentazione, praticare attività fisica in maniera costante e sottoporsi a sedute di stretching e massaggio.
Riportiamo in seguito alcuni trattamenti consigliati per la prevenzione;
Quando, invece, ci troviamo di fronte a dolore, tensione, congestione possiamo ricorrere ad altri tipi di massaggi;
- Massaggio Decontratturante
- Massaggio Sportivo
- Massoterapia del Benessere
- Massaggio Cranio Sacrale
- Linfodrenaggio metodo Vodder
- Massaggio Muscolare
- Massaggio Posturale
Il massaggio è quindi un ottimo alleato per ritrovare e mantenere il benessere generale dell’organismo, ecco perché è necessario rivolgersi ad esperti nel settore!
Per questo la scuola DIABASI® mette a disposizione la migliore formazione presente ad oggi; il suo team, composto da esperti medici, fisioterapisti, personal trainer, creano protocolli di massaggio unici, rivolti a tutti i massaggiatori, osteopati, fisioterapisti, che vogliono eccellere in maniera completa e professionale, nel loro lavoro!
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